Con riferimento al grafico sottostante, supponete che l’insieme delle imprese presenti nell’economia abbia prodotto in un certo anno un flusso di beni e servizi corrispondenti a Y. Spiegate allora la seguente proposizione: “In corrispondenza di Y, risparmi e investimenti lordi, pur essendo identici dal punto di vista della contabilità nazionale, non sono tuttavia in equilibrio (09/12/02)
![]()

![]()
S, I
S
![]()
I
Y* Y
Al livello di reddito corrente Y* l’economia non si trova in una situazione di equilibrio, in quanto S>I: ad un eccesso di offerta di risparmi nel mercato dei capitali corrisponde, nel mercato dei beni, un eccesso di offerta di beni, dovuto ad una domanda di beni di consumo troppo bassa. Di conseguenza l’eccesso di produzione invenduto va ad accrescere le scorte di magazzino delle imprese, facendo aumentare gli investimenti delle imprese (la variazione delle scorte fanno parte degli investimenti). Quindi nel mercato dei capitali abbiamo S>I, ma dal punto di vista della contabilità nazionale S=I, perché tra gli investimenti delle imprese sono inclusi anche quelli “non desiderati” derivanti dall’accumulo delle scorte invendute di merci nei magazzini delle imprese.
Nel grafico sottostante sono disegnate una funzione di investimento e due funzioni di offerta di risparmio, di cui quella spostata verso destra (Synp) è relativa al reddito reale di pieno impiego. Tanto in corrispondenza di iy1 che di iynp si ha equilibrio tra risparmi e investimenti. Spiegate in non più di dieci righe perché, per la teoria neoclassica, il saggio di interesse è iynp e non iy1 (10/02/03)
i
S (y1)

S (ynp)
iy1
iynp
S, I
Secondo la teoria neoclassica l’economia si trova sempre in una situazione di pieno impiego, in quanto il salario reale è perfettamente flessibile e varia in modo da eguagliare domanda e offerta di lavoro. Quindi se l’economia si trovasse inizialmente con un reddito Y1 (e una curva del risparmio S Y1) inferiore a quello YNP di piena occupazione, ed un tasso di interesse superiore a quello di piena occupazione, nel mercato del lavoro la situazione di disoccupazione indurrebbe le imprese ad abbassare il salari: ciò farebbe aumentare l’occupazione ed il reddito fino al raggiungimento dell’equilibrio di piena occupazione: questo farebbe aumentare il risparmio, facendo spostare verso destra la curva del risparmio, e farebbe ridurre il tasso di interesse di equilibrio, fino al raggiungimento del tasso di interesse iYNP di piena occupazione.