Illustrate la spiegazione della disoccupazione contenuta
nella seguente espressione:
u = un + a ( pa
– p)
dove:
u = tasso di disoccupazione
un = tasso di
disoccupazione naturale
pa = tasso di inflazione attesa
p = tasso di inflazione effettivo (25/09/02)
Questa equazione esprime la versione monetarista della curva di Phillips: secondo i monetaristi, in assenza di errori nelle aspettative da parte degli individui, la produzione si attesta al suo livello naturale: ovvero ad un livello di piena occupazione, ma che ( a differenza della teoria neoclassica) contempla l’esistenza di una percentuale minima di disoccupazione volontaria dovuta al non perfetta mobilità del fattore lavoro: che è rappresentata dal tasso di disoccupazione naturale. La produzione e la disoccupazione si possono discostare dal loro livello naturale soltanto nel caso di errori nelle aspettative: se pa<p gli individui sono erroneamente convinti che il costo della vita sia più basso di quanto è in realtà; di conseguenza, dato il salario nominale, hanno l’errata percezione di un salario reale (quindi un potere di acquisto) più alto: questo li indurrà ad offrire più lavoro, la produzione potrà espandersi, e la disoccupazione potrà scendere al di sotto del suo livello naturale. Se invece pa>p gli individui, essendo erroneamente convinti che il costo della vita sia più alto di quanto è in realtà, sono convinti di avere un minor salario reale, e restringeranno la propria offerta di lavoro: la produzione diminuirà e la disoccupazione salirà al di sopra del livello naturale. Errori nelle aspettative sono però, per i monetaristi, possibili soltanto nel breve periodo. Nel lungo periodo, l’ipotesi di aspettative adattive, prevede che gli individui “imparino” dall’esperienza e adattino le loro aspettative alla realtà. Pertanto nel lungo periodo la produzione e il tasso di disoccupazione non si potranno mai discostare dal loro livello naturale.